Cantando sotto la pioggia (1952): cantando del passato con un piede nel futuro

Hollywood Memories
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Cantando sotto la pioggia è un film musical del 1952 (titolo originale Singin’ in the rain) ideato e scritto da Stanley Donen e Betty Comden, con la regia di Gene Kelly e Stanley Donen.

Il cast è invece composto da Gene Kelly, Debbie Reynolds, Donald O’Connor, Jean Hagen, Millard Mitchell, Cyd Charisse, Douglas Fowley, Rita Moreno, King Donovan, Judy Landon, Madge Blake, Kathleen Freeman, Bobby Watson, Jimmy Thompson e Mae Clarke.

Welcome to Hollywood!

Per ricominciare alla grande, dopo una lunga assenza (intermezzata dal nostro special su Metropolis), la nostra rubrica Hollywood Memories non potevamo non scegliere un film meraviglioso e capace di regalare un’esperienza unica e molto più che semplicemente gradevole come Cantando sotto la pioggia.

Se volessimo paragonare o cercare (inutilmente) di trovare un corrispettivo contemporaneo per Singin’ in the rain si potrebbe osare tracciare un paragone tra Cantando sotto la pioggia e La La Land di Damien Chazelle con Emma Stone e Ryan Gosling o a The Artist di Michel Hazanavicius con Jean Dujardin e Bérénice Bejo, questo paragone, per quanto azzardato, tirato per i capelli e assolutamente da prendere come metafora, a livello cineamotgrafico, serve effettivamente a due cose: capire l’ambientazione storica e sociale del film, e a comprendere l’importanza artistica e cinematografica di Singin’ in the rain, di cui parleremo meglio in seguito.

Lands of Dreams and Nightmares

Cantando sotto la pioggia è un musical che racconta due cose: una tormentata storia d’amore e il complicato mondo di Hollywood e lo fa in un modo tuto particolare e unico, nel panorama cinematografico, ovvero da due punti di vista.

Il primo punto di vista principale è quello del personaggio di Gene Kelly, l’affermato attore Don Lockwood, mentre il secondo è della giovane e talentuosa attrice Kathy Selden, intepretata da Debbie Reynolds.

Tra i due punti di vista c’è un personaggio che funge quasi da espediente per permettere di congiungerli ed intrecciarli e fornire un terzo punto di vista tutto nuovo e molto più particolare.

Il personaggio è Cosmo Brown, interpretato da Donald O’Connor e il punto di viste che si riesce ad ottenere attraverso lui è quello che non riguarda gli attori o i protagonisti ma che riguarda tutto il mondo del dietro le quinte e che è sempre stato fondamentale nel mondo dell’intrattenimento.

Place where lights and shadows are magic

Il ritratto di Hollywood che Cantando sotto la pioggia riesce a dipingere con una maestria tecnica fondamentale, sia dal punto di vista di regia e fotografia, che di musiche e coreografia, non è perfettamente realistico ma riesce a rappresentare anche la parte oscura della Città del Cinema che c’era allora e che, come leggiamo spesso sui giornali, c’è ancora oggi.

La regia di Donen e Kelly è ben più che adatta al ritmo e allo stile del film e certamente si sente come Donen sia il co-ideatore e il co-sceneggiatore, così come è facile comprendere perchè Kelly fosse il co-cordinatore dei ballerini e il co-coreografo (sempre insieme a Donen).

La fotografia di Harold Rosson si dimostra capace di dare quella pennellata di magia che il film necessita e che riesce a rendere Cantando sotto la pioggia davvero un film capace di scaldare il cuore e regalare un’esperienza unica ed emozionante.

The Place where great masterpiece hide great secrets

Regia, musiche, fotografie e coreografie confezionano scene che sono entrate nella storia del cinema e che hanno ispirato tanti film e che sono state citate in altri film, anche contemporanei, che hanno provato a raccontare storie simili o di simile ambientazione (appunto La La Land e The Artist) ma che hanno soprattutto regalato a questo film il titolo di uno delle opere teatrali americane più famose e più rappresentate.

Bisogna però accorgersi in film come questi dell’importanza degli attori, non solo di Gene Kelly e della sua incredibile capacità di improvvisare anche con la febbre a trentotto, confezionando una scena epica e meravigliosa al primo ciak, ma anche di Debbie Reynolds e di tutti gli altri attori che, sia da ruoli principali che secondari, riescono davvero a dare un contributo fondamentale nel rendere questo film un capolavoro immortale e che vi consigliamo assolutamente.

Altri articoli in Hollywood Memories

Metropolis: anniversario di un capolavoro del cinema mondiale

Angelo Tartarella10 gennaio 2018

Nemico Pubblico (1931), Gli Angeli con Faccia Sporca (1938) e La Furia Umana (1949): it’s James Cagney time!

Angelo Tartarella15 giugno 2017

Frankestein Junior (1974), L’Aereo più pazzo del Mondo (1980): quando la parodia ben fatta vale più dell’originale

Angelo Tartarella4 maggio 2017

Invito a cena con delitto (1976): ironia, omicidi e citazioni geniali

Angelo Tartarella27 aprile 2017

Due o tre cose che so di lei – Godard, la donna e la région parisienne

Imma Marzovilli20 aprile 2017

Mr. Smith va a Washington (1939) e Harvey (1950): l’importanza di chiamarsi James Stewart

Angelo Tartarella13 aprile 2017