Hollywood Memories
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Usciva nei cinema del mondo il 10 Gennaio 1927 Metropolis, il film capolavoro del regista tedesco Fitz Lang, con la sceneggiatura di Thea Von Harbau e un cast fenomenale composto da Brigitte Helm, Gustav Fröhlich, Alfred Abel, Rudolf Klein-Rogge, Theodor Loos, Fritz RaspHeinrich George e le incredibili quanto fondamentali musiche di Gottfried Huppertz.

Oggi siamo a 81 anni dall’uscita del film e 18 dalla data in cui è ambientato il visionario Metropolis, ovvero dal 2026 e non possiamo non approfittarne per parlare di questa pellicola visivamente e storicamente incredibile, che si dice abbia ispirato altri titoli ben noti come Blade Runner e Star Wars.

La forza del silenzio

Metropolis dura, sulla carta, 153 minuti, ma solo nel 2008 è stata trovata una versione virtualmente completa del film di Lang, in Argentina e solo nel 2010 è stata diffusa una copia più o meno completa del film.

Eppure… Si potrebbe pensare che un film bianco e nero, muto e con alcune scene che, essendo mancanti, sono sostituite da delle didascalie, sia noioso, freddo e poco interessante. Ma non per Metropolis.

Sicuramente Metropolis non è una pellicola al pieno del suo potenziale, eppure già così è un capolavoro in grado di tenere lo spettatore attaccato allo schermo e di comunicargli sensazioni ed emozioni incredibili.

Non solo la trama riesce a fondere simbologia e linguaggio religioso, con fantascienza e dramma, ma la regia regala una visione fantastica e un punto di vista visionario riguardo quegli stessi temi che sono rimasti centrali nel cinema fantascientifico più impegnato del passato e del presente, nella letteratura e nelle serie tv – sì, Metropolis è la madre di Black Mirror a livello di messaggistica e distopicità (termine forse non ufficiale che indica la capacità di rendere realistica e paurosa una distopia).

Cogito ergo Cogito

Le musiche di Metropolis sono potentissime e piene dell’intensità e delle emozioni che gli attori dimostrano nelle scene e che Lang carica in ogni inquadratura rendendo il messaggio del film non una semplice morale ma la vera e propria spina dorsale del film, percepibile in ogni aspetto dell’opera, compresa la regia e la fotografia.

I dettagli tecnici sono meravigliosi e tra trucco, costumi, effetti visivi, montaggio e fotografia non si sa cosa acclamare e sottolineare per primo o di più, ogni elemento del film è perfettamente architettato e congegnato per sottolineare il messaggio principale e quelli secondari.

I personaggi non vengono costruiti solo nei dialoghi e nelle scene singole, ma anche nelle scene corali, anche quando più estreme, i dettagli giocano un ruolo fondamentale e più ci si immerge nel film, più il potere di Metropolis si estende e travolge lo spettatore.

Solo fatti

In conclusione non si può appellarsi ancora una volta al maestro Fitz Lang e dire che non si ha più nulla da dire, se non: guardate Metropolis. Se tutto quello che Fitz Lang aveva da dire era in Metropolis, allora tutto quello che si può dire riguardo il film stesso è nulla rispetto a quello che Metropolis può dire da solo.

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